Il nucleo di un'idea improbabile

Monday, 11 July, 2016 - 18:30
Setting: 

È cominciato tutto per via dei colori dell'India.
Il mio amore per l'Oriente è ben documentato - l'Oriente Misterioso e tutto quel genere di cose.
Le storie d'avventura rappresentano l'intersezione fra narrativa e geografia (e storia) e sono un gran modo per viaggiare senza spostarsi - il che è eccelente se siete ragazzini seduti all'ombra di una fabbrica inuna cità industriale, diciamo al'inizio degli anni '70.
E se Edgar Rice Burroughs ci fornì una bella via di fuga verso il cuore dell'Africa Nera, allora Kipling trasportò la mia generazione in India.
L'India che era esotica, pericolosa, e piena di colore e di persone in movimento. Più tardi sarebbero arrivati altri autori - ma Kim, di Kipling, e l'adattamento di John Huston de L'Uomo che volle farsi Re furono il biglietto di sola andata per una generazione - e per me.

Saltiamo avanti di trenta e rotti anni, ed eccomi qui a proporre un nuovo gioco ai vertici di GGStudio.
Siamo a Lucca Comics and Games, dove la versione italiana di Savage Worlds sta per ricevere il premio come Gioco dell'Anno. La folla e il rumore sono incredibili.
Steampunk, I dico io. Aeronavi e strane creature, tecnologia a vapore e azione frenetica. Ma...
Ma e se l'ambientazione fosse più colorata ed esotica? Cosa succederebbese tutto ciò che rimane dei vittoriani fosse il Raj?
E cosa succederebbe se, invece dei soliti corsetti e cappelli a cilindro, accessori di ottone e occhialoni protettivi... come sarebbe se avessimo dei saree di seta, e delle uniformi colorate?
E gli elefanti! E città multicolori! E i templi, e i misteri...

Era il nucleo di un'idea appena abbozzata.
Un gioco di avventura steampunk esotico e non-occidentale, diversificato e "etnico".
Naturalmente, quel piccolo nucleo portava con sé due GROSSE domande:
a . e il resto del mondo?
b . come gestiamo gli aspetti meno piacevoli del colonialismo?

Rispondere alla seconda domanda ci aiutò in effetti a rispondere alla prima.
O viceversa.
Ma di questo parleremo un'altra volta.

Davide Mana
Asti, Italy